**Pericondrite e cellulite auricolare correlate a piercing come prima manifestazione di vaiolo delle scimmie**
Encarnación Antúnez-Estudill
Le infezioni del padiglione auricolare sono di solito causate da *Staphylococcus aureus*. È comune che il paziente abbia avuto un orecchino nella zona infetta. L’infezione da vaiolo delle scimmie è passata da una condizione endemica a un’emergenza sanitaria mondiale.

## Sintesi del caso
In questo articolo presentiamo cinque casi di infezione del padiglione auricolare correlata a piercing dovuta al vaiolo delle scimmie e analizziamo le caratteristiche comuni che li differenziano dalle infezioni da *Staphylococcus aureus*.
## Discussione
I sintomi del vaiolo delle scimmie includono malessere generale, febbre con linfadenopatia uni- o bilaterale e, entro uno o due giorni, la comparsa di lesioni cutanee. Vogliamo richiamare l’attenzione degli otorinolaringoiatri e della comunità medica sulla possibilità diagnostica di vaiolo delle scimmie nei pazienti con pericondrite auricolare.
**Parole chiave:** Vaiolo delle scimmie, Piercing, Pericondrite, Cellulite
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## Introduzione
Le infezioni del padiglione auricolare secondarie al posizionamento di piercing sono aumentate negli ultimi anni a causa della crescente popolarità di questa tendenza estetica, specialmente nella popolazione adolescente. Le sedi anatomiche più comuni sono il lobo, l’elice, lo scafoide o l’antelice.
Le infezioni del padiglione auricolare comprendono condizioni come cellulite, pericondrite o ascessi, con potenziale rischio di complicanze che possono portare a deformità o mutilazioni del padiglione stesso. Il patogeno più frequentemente isolato in questo tipo di infezione è *Staphylococcus aureus*, sebbene siano stati isolati anche altri agenti, come virus.
Il vaiolo delle scimmie è un’infezione zoonotica causata da un Orthopoxvirus della famiglia Poxviridae, endemico in alcuni Paesi dell’Africa centrale e occidentale. La trasmissione può avvenire da animale a uomo o da uomo a uomo, attraverso contatto con fluidi corporei, lesioni cutanee, secrezioni respiratorie con contatti prolungati e tramite oggetti contaminati. È stata descritta anche la trasmissione sessuale, più frequente tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini.
Il periodo di incubazione è generalmente di 7–17 giorni, con un periodo prodromico di 1–4 giorni caratterizzato da febbre, mialgie, astenia e linfadenopatia. Successivamente compare un’eruzione cutanea, inizialmente sul volto e poi diffusamente sul corpo, con aree di eritema o iperpigmentazione intorno alle lesioni, che possono variare in numero e dimensioni. L’eruzione è solitamente vescicolare o pustolosa, accompagnata dai sintomi sopra descritti. I sintomi lievi non richiedono trattamento specifico, mentre pazienti immunodepressi o con fattori di rischio possono necessitare di farmaci antivirali utilizzati per il trattamento del vaiolo.
Fino a maggio 2022, i casi riportati erano importati, legati a casi importati o trasmessi da animali provenienti da aree endemiche. L’aumento dei casi in aree non endemiche ha portato l’Organizzazione Mondiale della Sanità a dichiarare il vaiolo delle scimmie un’emergenza sanitaria nel 2022.
L’obiettivo di questo articolo è sensibilizzare gli otorinolaringoiatri e la comunità medica sulla possibilità diagnostica di vaiolo delle scimmie nei pazienti con pericondrite e cellulite auricolare.
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## Resoconto dei casi
Presentiamo una serie di cinque casi confermati di vaiolo delle scimmie in cui la manifestazione iniziale era rappresentata da lesioni al padiglione auricolare.
Nel luglio 2022, cinque pazienti si sono presentati all’ambulatorio di otorinolaringoiatria, inviati dal pronto soccorso per sospetta pericondrite e cellulite del padiglione auricolare correlate a piercing eseguiti nei giorni precedenti. I pazienti erano tre donne e due uomini, di età compresa tra 17 e 45 anni, tutti piercati nello stesso centro. Nessuno era stato precedentemente vaccinato contro il vaiolo.
Tutti i pazienti hanno effettuato un esame fisico completo dell’area ENT e sono state verificate altre eventuali lesioni cutanee sul resto del corpo. È stata raccolta un’anamnesi dettagliata per stabilire la cronologia dei sintomi rispetto al piercing. Dopo il sospetto di malattia infettiva-contagiosa con possibile collegamento epidemiologico nello stesso centro, è stato informato il servizio di medicina preventiva e sono stati consultati i reparti di dermatologia e malattie infettive della medicina interna per identificare l’origine dell’infezione e attivare l’allerta epidemiologica.
In seguito al sospetto di vaiolo delle scimmie, sono state adottate tutte le misure di isolamento del paziente e di protezione del personale sanitario secondo il protocollo del centro. Sono stati prelevati campioni PCR dalle lesioni, che hanno confermato la diagnosi in tutti i casi.
Per quanto riguarda le manifestazioni cliniche, tutti i pazienti presentavano un’escara necrotica nel sito del piercing e lesioni vescicolari ombelicate sul padiglione auricolare. Erano presenti anche adenopatie cervicali ipsilaterali nelle aree II/III, sviluppatesi tra il quinto e il settimo giorno dopo il piercing. Quattro pazienti avevano febbre e astenia associate. Tutti presentavano lesioni cutanee su tronco e arti, comparse 10–12 giorni dopo il piercing. In tutti i casi è stata verificata l’assenza di lesioni nel condotto uditivo esterno e nella membrana timpanica. Nessuno dei pazienti ha riferito sintomi uditivi associati alla condizione e non sono state segnalate altre manifestazioni nell’area ENT.







